11 novembre 2009
Basta cercare con google la parola “cantenna” e si troverà una miriade di descrizioni di antenne wi-fi casalinghe fatte con barattoli di ogni genere. Il concetto di base è quello di utilizzare il cilindro cavo come guida d’onda orientata nella direzione del segnale radio. Ora, io non possiedo grandi conoscenze in fatto di onde centimetriche, cavità risonanti e guide d’onda, ma mi pare di ricordare che si tratta di lavorazioni meccaniche di precisione, spesso dotate di dispositivi per regolazioni meccaniche fini allo scopo di ottenere le giuste condizioni di risonanza per un rapporto di onde stazionarie ottimali. Il che non dovrbbe essere tanto facile da ottenere con mezzi casalinghi e barattoli raccattati. Di fatto, nelle descrizioni che si raccolgono su internet, si notano ampi disaccordi dimensionali tra sito e sito, e spesso anche tra descrizione e foto nello stesso sito.
Dopo 3 tentativi falliti o quasi, ho deciso di cambiare strada, e ho pensato che è molto più facile e meno dimensionalmente critico sistemare un elemento radiante nel fuoco di una parabola che non all’interno di una guida d’onda.
Ho preso il mio barattolo di chips di patate, ne ho tagliata via la parte superiore, l’ho tagliato nel senso della lunghezza e l’ho aperto cercando di ricavarne un paraboloide cilindrico.
Sul fondo di latta ho ricavato un foro per il supporto (un minitreppiede cinese da pochissimi euro) e nel bordo di cartone metallizzato vicino al fondo ho praticato una fessura per far passare la prolunga usb (infatti per semplicità ho inserito nel marchingegno l’intera chiavetta wi-fi usb. Una foto spiegherà meglio il tutto.

Si consideri che trattandosi di una prova di fattibilità improvvisata, la realizzazione non è molto curata
Comunque, la chiavetta riferisce a iwconfig una differenza di circa una dozzina di decibel di guadagno.
Tag: wi-ifi
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24 settembre 2009

Infallibilmente, ogni volta che vado in copisteria con una chiavetta USB per fare stampe, me la ritrovo poi “arricchita” con un bel “trojan horse” con i suoi file protetti e nascosti, ma visualizzabili tramite l’opzione “Visualizza file nascosti”.
Ovvio che a noi che usiamo linux il trojan non ci fa un baffo, ma è lì nella chiavetta, pronto a replicarsi non appena la chiavetta sarà inserita in una macchina windows. Quindi, noi, anche se siamo immuni, saremmo diventati “portatori sani” (di chiavetta infetta).
Le porcherie che trovo nella chiavetta sono:
1) Un file Autorun.inf col seguente contenuto:
—
daxian2.3 bengbubiyeliunian 2007.6.23
[AutoRun]
open=WScript.exe .\main.vbs
shell\open=Žò¿ª(&O)
shell\open\Command=WScript.exe .\main.vbs
shell\open\Default=1
—
2) un file main.vbs (nascosto e protetto). Questo file e’ illeggibile, ma tra tanti simboli e caratteri strani, contiene indirizzi internet: per questo ritengo che il malware appartenga alla categoria trojan.
3) un file 2u.com (nascosto e protetto)
4) Una cartella nascosta e protetta di nome RECYCLER con dentro un’altra cartelladal nome lunghissimo che a sua volta contiene: un file Desktop.ini e un file scdvhost.exe
5) Una cartella col nome .Trash-1000 con 2 cartelle protette con i permessi linux: files e info. Questa presumo sia una novità per cercare di rendere difficoltosa la rimozione anche da linux: ovvio che è una cosa grossolana, perché basta prendere i permessi di superuser per potere rimuovere tutto
Quindi il mio consiglio è che ogni volta che viene inserita una chiavetta in un pc windows si proceda doverosamente a disinfestarla, rimuovendo con linux (con i permessi di superuser e da shell) tutta la robaccia di cui sopra, evitando cosí di trasformarci in portatori sani di infezioni.
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